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A volte è proprio strana la vita, fatti all'apparenza privi di significato si rivelano in realtà fondamentali. Per esempio, se in una calda giornata di giugno Jim Morrison e Ray Manzarek non si fossero incontrati, probabilmente la storia dalla musica sarebbe stata diversa, sarebbero mancate contaminazioni poetiche profonde, capaci di evocare immagini forti, inusuali. Il periodo in cui i DOORS iniziano a calcare i palchi è caratterizzato dal colore pungente degli hippies, dalle sperimentazioni artistiche di Andy Wharol e dalla riscoperta della come nocchiero privilegiato per le regioni più profonde dell'anima. Il cambiamento in atto era tangibile, respirabile, nessuna cosa sarebbe più rimasta la stessa. Questa generazione di filosofi dai capelli lunghi ama la strada, il viaggio e, cosa più importante, è alla continua ricerca di una dimensione differente in cui poter realizzare un "mondo nuovo". Non si può immaginare un periodo più adatto alla comparsa dei DOORS: i giovani volevano cose nuove e loro avevano i numeri giusti per dargliele.
Le prime apparizioni al "Whisky go-go"
Subito, quando apparvero al "whisky go-go", la gente si rese conto che erano diversi, diversi da ogni altro gruppo del momento, unico come sanno essere solo gli artisti. La figura di Morrison doveva apparire alquanto suggestiva: questo giovane girato di spalle, che urlava la sua rabbia con un linguaggio che veniva considerato osceno, con umori e sfumature a tinte forti. Forse qualcuno, anzi sicuramente, storse il naso, ma non tutti possono capire; la maggior parte comunque rimaneva estasiata da questo moretto fasciato di pelle nera, bello come un dio greco: Dioniso ritornato in terra, dedito alla droga e all'alcol per disorientare i sensi e giungere dove solo il poeta può.
Gli esordi furono entusiasmanti; immaginatevi quattro ragazzi squattrinati che si ritrovano da un giorno all'altro nuovi idoli della propria generazione, coccolati da discografici e pubblicitari che vedono in loro una buona fonte di guadagno. Ogni loro particolarità veniva vista, dai genitori, come la nuova follia di un capellone imbottito di droga e dai figli come una nuova strategia di ribellione a quel monda di cui non si sentivano parte. Una cosa gli contraddistingueva comunque da tutti gli altri artisti del periodo: era la figura di Jim novello maledetto che conosceva Rimbaud e Nietzsche a memoria e non si interessava solo dello sballo fine a se stesso. Non facevano neppure parte di quella schiera di musicisti impegnati nella lotta civile. Erano unici, un caso a parte. |